2017 Quadranti d’Architettura

Il progetto, oggetto del concorso, si colloca in un’area antistante uno dei più importanti siti archeologici siciliani, quello dell’antica città di Morgantina, compresa nel territorio di Aidone, in provincia di Enna, e che ha influenzato ogni scelta progettuale adottata. Morgantina, ad oggi, offre al visitatore un quadro di oltre duemila anni di storia, dalla sua fondazione in età preistorica al suo declino nell’età imperiale, raggiungendo il periodo più florido in età ellenistica. Ciò che più si preme evidenziare è che nel decorso storico a Morgantina sono rimaste ben distinte due aree: il primo insediamento ed quello di età ellenistica ed ai quali, negli anni successivi, si è sommato un esteso insediamento rurale, mettendo a confronto tre periodi storici ben distinti e tre diversi usi del territorio. L’intervento in questione si colloca in un’ulteriore riuso del territorio, in cui tutto l’edificato rurale intorno al sito archeologico viene recuperato per creare nuove ricettività atte ad accogliere ed ospitare il visitatore. In origine il rudere, oggetto dell’intervento, era un piccolo casale isolato, probabilmente usato da pastori che ivi abitavano e producevano i loro prodotti caseari, con un’ampia area antistante adibita a pascolo ed a ricovero del gregge. Le dimensioni del casale sono molto contenute e tali sono rimaste per via dell’assoggettamento a vincolo paesaggistico dell’area.


Nell’ampia area antistante, invece, è stato possibile ricavare un ampio parcheggio, uno spazio di accoglienza e benvenuto per buffet e rinfreschi da consumare in piedi ed uno spiazzale, antistante il casale, per banchetti all’area aperta. Data l’elevata pendenza del terreno queste tre aree sono collocate su tre livelli differenti marcatamente separati da muretti a secco, quinte verdi e parapetti. Anche i piani di calpestio presentano rivestimenti diversi e tutti posati a secco per non intaccare il terreno sottostante. Nel fabbricato esistente, pochi sono stati gli interventi che interessavano i prospetti e la suddivisione originaria. Il rudere era già suddiviso in tre spazi di modeste dimensioni, riadattati per accogliere la zona cucina, la sala ristorante/pizzeria e le zone bar e servizi. Se all’interno della cucina le scelte progettuali sono state limitate alla sola disposizione di attrezzature già in possesso dei committenti, gli interventi per sala, bar e servizi non hanno precluso l’uso di scelte innovative e di design, oltre che il riciclo di materiale povero e/o di risulta. Ecco spiegato il motivo per cui troverete pezzi di manici di scopa a comporre la ringhiera della scala prefabbricata, che porta al piccolo soppalco sulla sala; piastrelle 50×50, avanzate dal pavimento della cucina, a costituire il piano dei tavoli da consumazione; tronchi e rami, risultanti dalla potatura degli alberi attorno al casale, a coronare la porta d’ingresso e ad evitare urti a graffi sulle pareti della sala, o a decorare semplicemente i piccoli banconi del bar e della reception.

Una piccola precisazione va fatta per i tavoli della sala, interamente disegnati e assemblati con materiale già presente in cantiere tra cui le già citate piastrelle, che ricreano il piano d’appoggio, i tagli delle travi del soffitto che, a chiusura della piastrella, definiscono il contorno del tavolo, pezzi di scatolari in ferro inutilizzati, a formare il piedistallo del tavolo, ed infine, pezzi di tappetini di finto prato e tavolette di legno a costituire il basamento del tavolo.
A far da cornice a questi elementi vi sono sobrie pitture e ampie teche per esposizione di vini e prodotti.

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