2015 MILANO – Concorso internazionale di idee per la riqualificazione di piazza della Scala

In generale l’idea nasce da un insieme di considerazioni che hanno osservato tutte le connessioni oggettive dell’intervento richieste (aspetti storici,urbanistici,sociali,ecc.) correlazionandole con la fruibilità della Piazza.

In particolare tiene conto degli elementi significativi della “Milano umanistica” più rappresentativa che convergono nella “Medesima” quali:

  • la fermezza di non variare la posizione della statua di Leonardo ma che ha previsto lo spostamento conservativo degli alberi preesistenti ai due fianchi della Piazza  consentendo  di migliorare i punti di vista delle aspettative affettive dell’osservatore milanese;
  • un revival gotico derivato da precisi punti di riferimento e geometrie contestuali che ha generato una pianta apparentemente libera che con l’inserimento di segni morbidi migliora il legame,sia visivo che pratico,tra la Piazza e gli spazi aperti (strade,ecc.) ed edificati dell’intorno;
  • la Galleria,realizzata in ferro e vetro che proseguirà il suo significato di anello di congiunzione anche all’aperto mediante un sistema di arcate in corten simulando le “chiavi di basso”;
  • il Teatro della Scala col tema della “Musica” che ha dato altri riferimenti importanti caratterizzanti, quali ad esempio:

– il mantenimento della linea tramviaria evidenziato come un pentagramma che potrebbe essere anche luminoso;

– il largo Ghiringhelli che, in verticale sarà filtrato dall’inserimento di alcune colonne trasparenti (evocando la scomposizione dell’organo a canne) che cattureranno la luce nella parte sommitale obliqua esposta ad est per rilasciarla nelle ore notturne per l’ecosostenibilità dell’illuminazione dei camminamenti previsti a fasci di led,mentre in orizzontale darà l’idea di una tastiera di pianoforte che sarà adibita all’occorrenza a servizio di piccole manifestazioni dove soltanto i bemolle in proiezione dei pilastri saranno elevati in granito Montorfano di circa 45 cm fungendo da panche;

– introduzione di un piccolo teatro pluriuso (aggregativo,rappresentativo,ludico,ecc.) all’aperto incavato di soltanto circa 2 (due metri), appositamente per non annullare cannocchiali, che riproducendo la sagoma ellittica dell’interno del Teatro alla Scala, oltre che del corpo esterno di cui al progetto dell’arch.Botta , potrà essere adoperato nella quinta scenografica (acqua a sfioro) come “manifesto” delle attività del culturali, attraverso l’introduzione di pannelli mobili;

•   il rapporto urbanistico che prevede : 

– l’abbattimento delle barriere architettoniche;

– l’itineraneità culturale mediante l’evidenziazione e la nobilitazione degli accessi ai Palazzi ecc.;

– la via Manzoni continuèrà ad essere transitabile condizionatamente soltanto per il Tram e i mezzi autorizzati mentre la via  Case Rotte, anch’essa condizionata ,sarà affiancata dal prosieguo naturale della pista ciclabile, già prevista in via Verdi e che sarebbe opportuno traslarla sul lato opposto al fine di garantire una migliore continuità; i parcheggi per i cicli motocicli potranno essere marginalizzati dalla via Case Rotte;

  • la morfologia urbana di Milano rappresentata dai navigli che,insieme al verde diventano nel progetto direttrici e generatrici di forme;
  • le visuali prospettiche da parte di tutti i cannocchiali visivi che sono state accuratamente migliorate e allargate;
  • Il mantenimento dei materiali di pavimentazione tipici della tradizione storica milanese e la collocazione nella Piazza di alcuni materiali come trasposizione degli ambienti interni della Scala e della Galleria  in quelli esterni che oltre indicare visuali, percorsi e segni, ha oltremodo lo scopo di amalgamare e ricucire il rapporto che questa instaura con l’intorno costruito con una logica molto chiara,quali :

– “cubetti di porfido di Quasso” recuperati dallo svellimento dell’attuale pavimentazione per le

lingue che si generano ai fianchi del portico della Scala;

– “granito grigiastro Montorfano” per il continuum dei  marciapiedi che nella Piazza si azzerano

per l’abbattimento delle barriere architettoniche;

– “rizzata di ciottoli” per alcuni percorsi;

– “terrazzo alla veneziana” antisdrucciolo di colore scuro per la scivola di ingresso al teatro all’aperto che riprende quello utilizzato per il foyer del Teatro;

  – “terrazzo alla veneziana” antisdrucciolo di colore chiaro ottenuto con la frantumazione del marmo di Candoglia ripreso dalla Facciata del Duomo con l’inserzione di  tozzetti di cotto dove le fughe saranno realizzate con la rizzata di sassi;

– “rovere” lamellare antisdrucciolo trattato per  esterni, intorno la statua di Leonardo, per la platea del teatro all’aperto e per gli inviti ai Palazzi (Ragioneria,Marino, Gallerie d’Italia) che riprende l’interno della cavea del Teatro alla Scala.

Essa rappresenterà  un microcosmo simbolo di Milano dove l’Architettura è stata una Musica di difficile composizione.

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