2006 CATANIA – Concorso internazionale di idee per la realizzazione di una Scuola materna ed elementare


L’idea, definita sin dall’inizio, nasce da un insieme di considerazioni che hanno osservato tutte le connessioni oggettive dell’intervento (aspetti stor., urbanist., sociali, ecc.) correlazionandoli continuamente con l’aspetto pedagogico e di flessibilità funzionale (centro cult.).

E’ stato previsto un nido di 1 sez. per 30 unità ed una scuola materna di 2 sez. per 60 unità, con facile adeguamento all’uopo per destinazione culturali o simili. L’edificio, che dovrebbe essere il primo mezzo di socializzazione, è stato concepito per non risultare ostile al bambino, il quale, una volta fuori dall’uscio domestico, potrebbe sentirsi costretto e distaccato. Deve apparire come un’attrazione che susciti interesse e fantasia e della quale rapidamente faccia impadronire il bambino dello spazio in cui, per un determinato periodo, ne costituirà l’alcova parallelo familiare.

La lettura progettuale appare variegata ed in continua trasformazione, laddove la pianta a fiore nel prospetto muti i suoi petali in gusci di uovo per le aule interne che accolgono i piccoli. L’interno accenna la chiocciola. Contemporaneamente il collegamento tra la v. Belfiore è determinato dall’aderenza al corpo di fabbrica preesistente mediante un tradizionale portichetto che, modernizzandosi gradualmente, avviluppa l’edificio, evocando l’avvolgersi di un lombrico ad un gambo.

Tenendo conto delle difficoltà circostanti, si è data priorità, appunto, a diversi contenuti con eguale interesse ed in particolar modo è stato risolto il salto di quota interrando i parcheggi mediante il parziale riempimento a terrapieno da quota 9,80 (esist.) a quota 12,70 (prog.) che, accennando ad un collegamento sfumato tra il livello della scuola materna ed il parcheggio pubblico di via Acquicella a sud, oltre che verso la quota di 14,80 e 15,80 a ovest, ha attraversato agevolmente le aree a verde di programmazione.

Quindi, valutando capziosamente la contestualizzazione ( P.I.,dati conferiti, salti di quota rilevan., espos., espropri graduali, ecc.), si è mantenuta l’idea originaria (uovo–fiore) evolvendo in altre forme strutturali organiche di contenuto ludico paesaggistico. Tale attraversamento ha generato una divertita trasposizione infantile. Un desiderio personale che, attingendo anche da un suggerimento infantile, potrebbe investire chiunque.

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